La sesta tappa della Via del Sud in bici vi porterà dalla Valnerina a Monteluco, superando il valico di Forca di Cerro e passando per la bellissima città d’arte di Spoleto.
Fondo Stradale
asfalto e sterrato
Fonti d'acqua
sì (Scheggino, Sant’Anatolia di Narco, Castel San Felice, Spoleto, Piediluco)
La sesta tappa della Via del Sud va dal borgo arroccato di Scheggino a Monteluco, montagna che domina Spoleto, dove si trovano il bosco sacro e l’Eremo di San Francesco.La tappa alterna sterrato e asfalto e si presenta di alta difficoltà, visti i molti chilometri di salita da affrontare per superare il valico di Forca di Cerro e poi per raggiungere Monteluco.Da Scheggino si esce seguendo la Greenway del Nera e si affronta subito un breve ma ripido tratto in salita in direzione di Sant’Anatolia di Narco. Da qui si prosegue sempre lungo il fiume Nera verso Castel San Felice e poi in direzione di Piedipaterno. A Sant’Anatolia di Narco, se avete bici ibride ben attrezzate e possedete luci anteriori di buon livello, potete pensare di inserire una suggestiva variante di percorso, cioè il tracciato della vecchia ferrovia Spoleto-Norcia, oggi trasformata in ciclovia, che attraverso numerosi viadotti e gallerie vi porterà direttamente a Spoleto. Si tratta di un’alternativa sterrata a Forca di Cerro,ugualmente impegnativa ma veramente affascinante.In caso contrario proseguite in pianura fino a Piedipaterno, da dove inizia la lunga salita in asfalto di Forca di Cerro: si tratta di circa 9 km di ascesa panoramica, senza traffico, con pendenze che non superano quasi mai il 5-6%. Anche la discesa è larga e piacevole e vi porterà direttamente all’ingresso di Spoleto, dove è immancabile una visita al bellissimo centro storico, ideale anche per recuperare un po’ di forze prima della salita finale verso Monteluco.Usciti da Spoleto prestate attenzione all’attraversamento della Via Flaminia, da dove inizia l’ascesa immersa nel bosco che conduce a Monteluco: anche in questo caso le pendenze non sono mai elevate, ma si tratta comunque di 7 km di salita, da affrontare alla fine della tappa e che quindi richiederanno un po’ di calma e fatica. La bellezza e il misticismo del luogo, però, vi ripagheranno degli sforzi fatti.