Sculpture Speaks Louder Than Words 2026
Dal 21 febbraio al 24 maggio, a Spoleto, al secondo piano di Palazzo Collicola, è presentata la mostra personale “Sculpture speaks louder than words” di Barry Flanagan, a cura di Jo Melvin. L’esposizione riunisce una selezione di opere che attraversano diverse fasi della ricerca dell’artista britannico, dai primi lavori realizzati con materiali come sabbia, corde, tessuti, gesso e argilla fino alle sculture figurative in bronzo.
Formatosi alla St. Martins School of Art di Londra negli anni Sessanta, Flanagan ha indagato il rapporto tra scultura, suono e silenzio, considerando la materia come esperienza sensoriale. Le opere iniziali, spesso costruite con materiali non convenzionali, riflettono il clima sperimentale del periodo e mostrano affinità con il Minimalismo e l’Arte Povera.
Dalla fine degli anni Settanta l’artista ha lavorato anche con la pietra e il bronzo, sviluppando le figure animali che diventeranno centrali nella sua produzione, in particolare le lepri.
Il percorso mette in evidenza come la scultura, per Flanagan, fosse uno strumento di relazione tra arte e società, capace di dialogare con lo spazio e con il pubblico.
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