Via di Francesco in Umbria: da Assisi a Roma - La Via di Francesco

Via di Francesco in Umbria: da Assisi a Roma
Tappe da Assisi a Poggio Bustone e Greccio
Via di Francesco in Umbria: da Assisi a Roma
A piediUn unico cammino, diverse le direzioni.
Da Firenze, Rimini o dal Santuario della Verna si può decidere di seguire la Via di Francesco verso Assisi e poi verso Roma. Dagli ambienti naturali e selvaggi delle prime tappe in Toscana, si attraversa la dolce valle in Umbria per raggiungere Assisi, cuore del cammino e patria di San Francesco. Da qui Inizia un lungo tratto nel paesaggio di oliveti e di borghi in collina fino a Spoleto attraversando la Fascia Olivata Spoleto- Assisi, area paesaggistica e culturale unica in Umbria, caratterizzata da chilometri di uliveti terrazzati che collegano sei centri storici ed è riconosciuta come Patrimonio Agricolo di Rilevanza Mondiale (GIAHS) dalla FAO e candidata al Patrimonio Unesco. Si attraversa la Valle del fiume Nera per raggiungere prima la Cascata delle Marmore e poi il Lago di Piediluco. Il cammino prosegue nel Lazio.
Il cammino conduce nei luoghi dove Francesco è vissuto e ha pregato nella Valle Santa di Rieti. Si prosegue attraverso lo splendido territorio della Sabina fino a raggiungere la Città Eterna e la Basilica di San Pietro, meta di milioni di pellegrini da tutto il mondo.
Per scoprire e approfondire le tappe delle Vie di Francesco in Toscana, Emilia Romagna e Lazio:
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Tappa 17
Tappa 17a
Tappa 17b
Tappa 17c
Tappa 18
Tappa 19
Tappa 20
Tappa 21
Tappa 22
Tappa 23
Variante 23a
Variante 23b
Tappa 24
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asfalto : 15%
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sterrato : 85%
Da Assisi, patria di San Francesco, si parte alla volta di Roma, il cuore della cristianità e della cultura italiana. La meta di oggi è Foligno.Si parte dalla Basilica Inferiore di San Francesco per raggiungere la Basilica di Santa Chiara, e da qui si esce da Porta Nuova, lasciando la città di Assisi. Si prosegue sempre sulla stessa strada attraversando le nuove aree residenziali di Assisi. Superato il Belvedere del Buon Ladrone, si cammina tra la natura intatta dei boschi del Monte Subasio, sulla sinistra, e il paesaggio di olivi disegnato dall'uomo, sulla destra. Il percorso si sviluppa in falsopiano, principalmente su viabilità secondaria, in assenza di veicoli.Raggiunto il bivio con la Via degli Ulivi, si volta a sinistra e si superano due edicole votive sulla sinistra. Inizia un tratto molto piacevole con bei panorami sulla Valle di Assisi.Alternando tratti su strada asfaltata e su sterrata si giunge alla Maestà di Mascicone, un'edicola ricca di ex-voto, dove si trova una fontanella.Si entra, in breve, a Spello attraverso la Porta Montanara. La cittadina merita una sosta, per la ricchezza delle sue opere d'arte. Il cammino prosegue verso Foligno.Nel tratto iniziale su strada asfaltata con basso passaggio di veicoli, mentre entrati in Foligno bisogna attraversare viale Firenze, dove è presente un intenso traffico veicolare.Si prosegue per oltrepassare il ponte sul fiume Topino e giunti in Piazza San Giacomo, con la chiesa omonima dedicata al Santo protettore dei pellegrini, si raggiunge piazza della Repubblica, dove una targa ricorda il luogo dove Francesco vendette le stoffe del padre per ricostruire la Chiesa di San Damiano in Assisi.
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asfalto : 35%
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sterrato : 65%
Da Assisi, patria di San Francesco, si parte per scoprire i luoghi meno noti, dove si svolsero gli episodi fondamentali della vita di Francesco. La meta è Foligno.Si parte da Porta Perlici per raggiungere l'Eremo della Carceri fra i boschi del Monte Subasio.Si continua lungo sentieri stretti e sassosi, completamente immersi nella natura incontaminata del Parco Regionale del Subasio. Tra silenzio e rumore, tra luce ed ombra, tra città e natura, questo tratto è uno dei più impegnativi, ma di certo anche uno dei più suggestivi.Il primo tratto richiede un certo allenamento, ma quando dall’alto appare la piana sconfinata, si percepisce un senso di assoluto e di enormità dello spazio, che rimarrà fra i ricordi più belli del viaggio.Si prosegue lungo la costa della montagna, fra lecci e roverelle, fra fatica ed esultanza.Il percorso inizia a scendere verso la pianura, si abbandonano gli spazi selvatici per attraversare il sentiero tra gli ulivi, che condurrà a Spello, sorta ai piedi del Subasio e circondata da alberi di ulivo.Si attraversa la città e si esce dalla Porta Consolare, una delle numerose opere di epoca romana, che si sono preservate nei secoli.Si continua su strada asfaltata verso Foligno, dove la gente schietta e tranquilla vi saprà accogliere con cordialità e schiettezza.
Questa tappa accompagna nei luoghi delle origini del francescanesimo in un percorso prevalentemente pianeggiante. È una tappa che invita a cogliere il legame tra spiritualità, paesaggio agrario e insediamenti storici, seguendo le tracce della vita quotidiana di San Francesco e dei primi frati. Il ritorno da Cannara può essere effettuato a piedi o con i mezzi pubblici. Lasciata Assisi, il percorso entra nel Bosco di San Francesco, area naturale recuperata e valorizzata dal FAI – Fondo Ambiente Italiano. Il passaggio nel bosco rappresenta una prima immersione nel messaggio francescano di rispetto per il creato e di armonia tra uomo e ambiente. L
’entrata nel Bosco del FAI prevede una donazione a supporto delle attività di cura del FAI, in alternativa si può seguire la strada pubblica con percorso pedonale. Usciti dal Bosco, il tracciato conduce verso Basilica di Santa Maria degli Angeli, che custodisce la Porziuncola, luogo centrale della spiritualità francescana. Qui Francesco comprese la propria vocazione, accolse i primi compagni e pose le basi dell’Ordine. La visita alla Basilica e alla Porziuncola è un passaggio imprescindibile della tappa e un momento di sosta che consente di comprendere il significato profondo del cammino. Proseguendo, il percorso raggiunge Rivotorto, dove si trovano i resti del Tugurio, dimora dei primi frati. Questo luogo restituisce un’immagine concreta della vita semplice e comunitaria che caratterizzò le origini del movimento francescano. Il cammino continua poi attraverso la pianura umbra, tra campi coltivati, canali e strade rurali, in un paesaggio aperto che favorisce un passo regolare e riflessivo.
L’arrivo a Cannara introduce il camminatore in un borgo legato alla tradizione agricola della valle, celebre la Festa della Cipolla di Cannara, con possibilità di sosta e ristoro. Da qui, con un breve tratto finale, si raggiunge Piandarca, luogo tradizionalmente associato alla celebre Predica agli uccelli. In questo spazio aperto, immerso nel paesaggio della valle, si coglie uno degli aspetti più noti e universali del messaggio di Francesco: il rapporto fraterno con tutte le creature. Per caratteristiche altimetriche la tappa è semplice.
La distanza di circa 25 km, invita a essere percorsa con calma, dedicando tempo alla visita dei luoghi e alle soste lungo il percorso. È un tratto della Via di Francesco che unisce accessibilità, valore storico e significato spirituale, offrendo un’esperienza equilibrata tra cammino, conoscenza e paesaggio. Il percorso può essere organizzato in una o due giornate. Da Cannara è possibile rientrare ad Assisi anche con i mezzi pubblici, rendendo la tappa facilmente fruibile in forma lineare.
Il cammino ripercorre a ritroso l’ultimo viaggio di San Francesco, da Assisi verso il territorio di Nocera Umbra, compiuto nei giorni precedenti alla sua morte. Si procede lungo sentieri silenziosi, per gran parte all’ombra dei boschi del Parco del Monte Subasio, immersi in un paesaggio che invita alla lentezza, all’ascolto e alla riflessione. Chi decide di proseguire oltre Nocera Umbra, passando per l’eremo francescano della Romita fino a Bagnara di Nocera Umbra e alla Grotta dell’Angelo, viene ricompensato dalla scoperta di luoghi suggestivi e autentici, lontani dai circuiti del turismo di massa.
È una tappa dal forte valore evocativo, legata a un episodio di grande importanza nella vita del Santo. Secondo le Fonti Francescane, quando il Comune e il Vescovo di Assisi vennero a conoscenza della sua morte imminente, inviarono una solenne delegazione di cavalieri a Bagnara. Francesco fu così accompagnato su una cavalcatura verso la sua città natale, dove avrebbe vissuto il Transito.
Il cammino prende avvio da Assisi e, superando la Rocca Minore, conduce gradualmente il camminatore verso ambienti sempre più raccolti, offrendo ampie vedute sulla valle del Tescio. Il tracciato regala scorci sulla Rocca di Assisi, sui vigneti e sugli oliveti che disegnano il paesaggio, consentendo anche una breve deviazione alla chiesa di Satriano, costruita nel 1926 dalla Compagnia dei Cavalieri nel luogo in cui un tempo sorgeva il paese di Satriano, dove Francesco e i cavalieri sostarono lungo il tragitto. Oltrepassato il passo Termine si incontrano i ruderi della Rocca di Postignano, un tempo il castello dei Conti di Nocera, e il borgo di Villa Postignano, ancora abitato, che dipendeva dal castello e svolgeva principalmente funzioni agricole. Superata Villa Postignano si arriva a Nocera Umbra. San Francesco transitò più volte da questa città, in virtù della sua posizione strategica come snodo della Via Flaminia verso Fano e come punto di accesso a una variante più breve per la Marca Anconetana.
A memoria del suo passaggio restano una delle porte medievali della città, a lui dedicata, e la chiesa di San Francesco, oggi Pinacoteca comunale. Si prosegue quindi verso Bagnara, attraversando luoghi di culto come l’eremo della Romita. Questo luogo, intriso di spiritualità, ha accolto i seguaci di Francesco fin dalle origini e ospitò lo stesso Santo nell’estate del 1226. Da qui si gode del silenzio e della pace tipici dei luoghi amati dal Santo, insieme a una splendida vista su Nocera Umbra e sulla valle del Topino, fino a Bagnara. Subito dopo l’eremo, il cammino attraversa il borgo medievale de Le Cese, restaurato in seguito al terremoto del 1997. Da qui è possibile raggiungere con una breve deviazione le suggestive cascate del fiume Topino, note come Cascate de le Ferce. Dal paese si prende la strada che scende verso Bagnara, in direzione della valle del Topino e, dopo circa 1 km, si incontra l’imbocco del sentiero segnalato per le cascate.
Il percorso, immerso nel bosco, conduce al corso d’acqua e ai cinque salti formati dal fiume nel corso degli anni. Dalle Cascate de le Ferce si risale il sentiero che riporta alla strada della valle del Topino e, seguendola in direzione di Bagnara, si raggiunge in breve tempo l’omonima frazione. Le Fonti Francescane ricordano in più passi come il Santo, negli ultimi giorni della sua vita, fu condotto a Bagnara per trovare sollievo ai suoi dolori grazie al clima salubre e alla presenza di acque ritenute curative. Da qui venne poi raggiunto e prelevato dai cavalieri, che lo accompagnarono ad Assisi. Dopo una visita a Bagnara, l’invito è a raggiungere la Grotta di Sant’Angelo. Antico santuario d’altura addossato al Monte Pennino, sorge accanto a una grotta naturale dalla quale sgorga una copiosa vena d’acqua. Proprio in questo santuario, nell’estate del 1226, soggiornò san Francesco: gravemente malato, vi fu condotto per beneficiare della “stilla” poco prima del suo Transito.
Al termine della tappa, il camminatore può fermarsi per una sosta in una delle strutture di accoglienza del comune di Nocera Umbra.
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asfalto : 60%
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sterrato : 40%
Si lascia la città di Foligno uscendo da Porta Romana e si percorre la strada asfaltata in direzione del castello di Sant'Eraclio, lungo l'antichissima Via Flaminia.Una breve sosta in paese per fare rifornimento d'acqua presso l'imponente fontana del Cinquecento.Si prosegue il cammino su una comoda carrareccia. La pendenza aumenta dolcemente durante il percorso, ma non affatica. Si prosegue tra gli ulivi per riprendere la strada asfaltata che attraversa le piccole frazioni di Matigge e di Santa Maria in Valle. Sulla strada i bar con gli anziani del paese diventano occasione di incontro e di conoscenza della cultura dei luoghi, oltre che lo spunto per fare un piccolo break.Dalla piccola Chiesa di Santa Maria in Valle si prende la comoda strada sterrata che offre una vista unica sulla valle umbra.Si lascia il sentiero tra gli ulivi per affrontare la salita che conduce a Trevi. La salita è l'ultima della giornata, perché non affrontarla con calma, seguendo il ritmo lento della campagna? In cima alla collina c'è Trevi con i suoi conventi e monumenti, la sera invece avrete il tempo per confortare il corpo con i piatti conditi con l'impareggiabile olio Dop dell'area.
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asfalto : 60%
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sterrato : 40%
Il cammino da Trevi al castello di Poreta ha una distanza accessibile a tutti, bisogna però affrontare con passo lento e costante le numerose salite e discese per i colli, e ogni tanto fare una piccola pausa defatigante.Da Trevi è tutta discesa fino al Monastero della Madonna delle Lacrime, da visitare se aperto, dove si lascia la strada asfaltata per proseguire su sentiero panoramico. Si attraversa il piccolo centro abitato di Alvanischio, in seguito si risale per immergersi tra gli alberi di olivo e tra i terrazzamenti con i muretti di pietra a secco, arrotondati a formare dei lunettamenti, che sono quasi dei vasi. L'uomo per favorire la coltivazione dell'albero di olivo in un ambiente difficile ha realizzato una delle opere di sistemazione idraulico-agraria più difficili, più imponenti e più mirabili della storia dell’agricoltura mediterranea.Raggiunta la fonte in località i Camponi, si prosegue prima su asfalto poi su strada sterrata per raggiungere un antico monastero. Da qui si prosegue in discesa in direzione del castello di Campello, le cui mura bianche si stagliano nel paesaggio.Una piccola sosta per rifornirsi d'acqua a Lenano, e si riprende la strada punteggiata di tenere edicole dedicate alla Madonna.Il cammino prosegue in discesa su asfalto fino a Poreta, punto d'arrivo.I più volenterosi potranno salire in cima al castello di Poreta, che farà parte della tappa successiva.
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asfalto : 65%
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sterrato : 30%
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non asfaltata : 5%
Da non perdere la Chiesa di San Salvatore, patrimonio Unesco, all'ingresso della città. Il percorso in direzione di Spoleto presenta nel primo tratto qualche salita da affrontare con ritmo lento, in seguito è tutta discesa e pianura.
Da Poreta si può decidere di salire verso l'antico castello in cima alla collina, o da Poreta basso seguire in piano, saltando la salita al castello. Costeggiando le antiche mura si raggiunge la loc. La Piaggia, dove ci si può dissetare alla fontana posta sul fianco di un'edicola votiva.
Si prosegue lungo uno stretto sentiero nel bosco per poi uscirne in loc. Osteria, il toponimo ricorda l’esistenza di un'antica locanda per i viaggiatori.
Dopo il breve tratto in piano, si riprende in salita protetti dall'ombra della folta vegetazione. La salita conduce a Bazzano Superih, dove si può fare un break e rifornirsi d'acqua nella fresca pineta di fronte alla chiesa.
Le salite sono terminate, ed inizia il sentiero in discesa tra i boschi. Raggiunto il Castello di Eggi, si può dedicare una visita agli affreschi dello Spagna custoditi nella Chiesa di San Giovanni Battista. Il percorso su asfalto attraversa la campagna e consente di scoprire la Basilica di San Salvatore, di epoca longobarda e patrimonio Unesco. Si cammina verso la magnifica piazza del Duomo, punto d'arrivo della tappa.
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asfalto : 30%
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sterrato : 70%
Il cammino si svolge interamente in mezzo alla natura tra la valle spoletana, la Valnerina ed il fiume Nera.Questa è una tappa di montagna, in quanto il dislivello in salita è consistente, tuttavia la pace e la spiritualità del Bosco Sacro di Monteluco e dei numerosi eremi francescani immersi nel verde sembrano attenuare la fatica.Ricordarsi di fare buona scorta di acqua alla partenza.Detto ciò, il percorso è di quelli che si ricordano per sempre.Da Spoleto si raggiunge la Rocca Albornoziana, e percorrendo il suo belvedere il pellegrino esclamerà, come San Francesco, Nihil iucundius vidi valle mea spoletana (mai niente vidi di più bello della valle spoletana).Si attraversa il Ponte delle Torri, l'imponente acquedotto che unisce la città al Bosco Sacro di Monteluco. Da qui si procede in salita tra una fitta vegetazione di lecci secolari. Già Bosco Sacro per i romani, a partire dal V sec. d.c Monteluco ospitò una colonia di eremiti giunti qui dalla Siria. San Francesco trascorse lunghi periodi qui, e Monteluco divenne uno dei luoghi più cari a Francesco che vi fondò un convento. Il luogo ha una sua anima, che lo rende unico al mondo, una sosta è d’obbligo.Si prosegue sul sentiero fino alla Forca di Castel del Monte, punto più alto del cammino.Da qui in poi fra boschi e nascosti romitori, si scende verso la Valle del fiume Nera e si giunge a Ceselli.
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asfalto : 70%
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sterrato : 30%
La tappa è tutta in piano e segue l'andamento sinuoso del fiume Nera.Da Ceselli si attraversa la SS 209 – Valnerina e grazie al ponticello si raggiunge la loc. Osteria di Ceselli. Da qui si parte per attraversare la Valle del Parco Fluviale del Nera.Si cammina in pianura ai piedi dei ripidi versanti delle montagne, tra campi coltivati, boschi selvaggi ed il gorgoglio delle acque del Nera.Giunti in loc. Colleponte si può fare rifornimento d'acqua alla fontana sulla piazza, per poi riprendere il cammino su strada sterrata. Lasciato il paese, si cammina fino a quando, sulla costa del monte, dall'altro lato del fiume, si nota l'abbazia di San Pietro in Valle con il suo imponente campanile. Per chi ha tempo, il luogo vale assolutamente una deviazione partendo dalla loc. Macenano (seguire segnaletica bianco e rossa del CAI). Oltrepassato un cancelletto, che va sempre richiuso per rispettare gli usi locali, si raggiunge un vecchio casale dipinto di rosso, una nota di colore nel verde intenso della vallata. Si supera un'altra fonte d'acqua e in breve si giunge ad Arrone, antichissimo centro di fondazione romana.La vicinanza del fiume e delle celeberrime Cascate delle Marmore hanno fatto del paese un'importante centro per gli sport sull'acqua, come la canoa ed il kayak.
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asfalto : 25%
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sterrato : 75%
Il percorso è accessibile a tutti nella parte iniziale, in seguito dalla Cascata delle Marmore il sentiero entra nei boschi e presenta alcune salite.Si parte da Arrone, lungo il fiume Nera, e si supera il convento di San Francesco. Lungo la tappa ci accompagna il fiume Nera, le cui fresche acque alleggeriscono il cammino durante il caldo estivo.In meno di 6 km, tutti in pianura, si raggiunge la spettacolare Cascata delle Marmore, dove verrà naturale fare una sosta per ammirare la bellezza del paesaggio.Si riprende in salita, si lascia il fiume Nera e si scopre il fiume Velino, che ci terrà compagnia nel cammino. Senza eccessivo sforzo si raggiunge il lago di Piediluco e si scorge il paese, meta della tappa.I passi si fanno lenti, ed il cammino diventa una passeggiata lungo il lago. In breve si entra nel paese.Piediluco ed il suo magico lago sono l’ultima tappa prima di lasciare l'Umbria per la Valle Santa di Rieti e per Roma.
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asfalto : 50%
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sterrato : 50%
Questa tappa è la prima della variante di percorso della Via di San Francesco verso Roma che consente di entrare nella Valle Santa di Rieti passando dal Santuario di Greccio. Le tappe successive sono Terni - Stroncone - Greccio e Greccio – Rieti in Lazio , dove la variante si riunisce al percorso principale che arriva dal lago di Piediluco ed a Poggio Bustone. Si lascia Arrone seguendo il percorso principale della Via di Francesco. Superato il convento di San Francesco si entra nel caratteristico abitato di Castel di lago. Il percorso è in piano e scorre lungo il fiume Nera. Si fa attenzione al bivio dove il percorso si biforca. Per andare verso Piediluco si prosegue in leggera salita. Per seguire la direzione verso Terni, fare attenzione: Iin prossimità della biglietteria della Cascata delle Marmore si segue la direzione verso il Belvedere di Pennarossa (Sentiero n°4) e poi San Liberatore. N.B. al momento della redazione dei testi il sentiero n° 4 Pennarossa è chiuso per frana (contattare inserire sito ufficiale cascata marmore per notizie) . Il percorso consigliato risale il monte in salita costante per regalare una visione frontale completa di tutti e tre i salti della cascata da due diverse terrazze panoramiche, a tratti impegnativa fino in loc. San Liberatore. Si consiglia di affrontare la salita con passo lento, la restante parte del percorso è più agevole. Da San Liberatore inizia un lungo tratto in discesa lungo la viabilità secondaria. Dopo aver attraversato la periferia moderna di Terni si raggiunge il piacevole e vibrante centro storico della città.
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asfalto : 55%
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sterrato : 40%
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mulattiera : 5%
Dalla pianeggiante città di Terni si affronta una progressiva salita per raggiungere Stroncone. Da qui il cammino prosegue nel verde dei prati e dei boschi per entrare in Lazio.Dosare bene le energie nella prima parte in salita e poi si può godere dei meravigliosi paesaggi.Lasciata alla spalle la cattedrale di Terni si lascia il centro storico per raggiungere la Basilica di San Valentino, dove sono custodite le spoglie del santo patrono degli Innamorati.Il percorso è in costante salita. Passo dopo passo si abbandona la periferia della città, per raggiungere il borgo medievale di Stroncone, uno dei borghi più belli d’Italia. San Francesco raggiunse Stroncone nel 1213 e qui fu a lui donata una cappella.Si riparte in direzione di Greccio su una delle tappe più belle di tutto il percorso.Superata la Chiesa della Madonna di Colleponte e la suggestiva cappella della Madonna del Tresto si cammina su una comoda mulattiera. Lungo il percorso una serie di targhe ricordano il passaggio di San Bernardino da Siena.Dopo alcuni tratti su asfalto, si raggiunge l’area pianeggiante dei “Prati di Stroncone”, dove è possibile fare una sosta rigenerante. Da qui in circa 4 km si raggiunge il Santuario di Greccio immerso nel verde e con una magnifica vista su tutta la piana di Rieti. Il Santuario di Greccio in Lazio è uno dei luoghi dove si respira la spiritualità francescana, riservatevi almeno un paio d’ore per godere del luogo.
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asfalto : 36%
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sterrato : 34%
Il cammino continua, su un sentiero tra prati ed arbusti di ginepro, per arrivare a Morro Reatino dà dove si prosegue, in direzione Rivodutri, verso il Faggio di San Francesco. La tradizione popolare narra che durante un forte temporale Francesco cercò riparo sotto un faggio, che per volontà di Dio piegò i suoi rami come fosse un ombrello; la sua forma straordinaria rende unico il faggio.
Dall’attigua Cappellina di San Francesco al Cepparo, si prosegue sulla strada sterrata fino a raggiungere il Santuario francescano di San Giacomo a Poggio Bustone, dove Francesco si rivolse alla gente del posto con il saluto: Buon giorno, Buona gente. Lasciando il convento e risalendo un sentiero nel bosco punteggiato da sei cappellette, erette intorno al 1650 a ricordo di vari miracoli, si giunge al Sacro Speco; la grotta dove Francesco pregava è ora inglobata in una chiesetta incassata sotto una massa rocciosa e nascosta dal bosco.